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Stablecoin nei pagamenti: Shift4 lancia i settlement crypto per i merchant

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Le stablecoin stanno vivendo un passaggio di fase: da “strumento da exchange” a infrastruttura di pagamento. Oggi il segnale arriva dal mondo dei pagamenti tradizionali, dove una grande realtà come Shift4 ha presentato un servizio pensato per risolvere un problema molto concreto dei merchant: incassare velocemente, con meno attriti bancari e con più flessibilità nelle valute, soprattutto quando si lavora su scala globale.

L’idea è semplice, ma l’impatto potenziale è enorme: invece di aspettare i tempi (e i costi) dei circuiti tradizionali, un esercente può scegliere di ricevere il regolamento in stablecoin. Questo non significa “pagare in crypto” per forza: significa che, nel momento in cui l’incasso viene liquidato, la moneta di regolamento può essere digitale e programmabile. È un cambio di logica: non si parla più solo di trading, ma di back-office, tesoreria e cash flow.

Perché i merchant ci guardano davvero (non è solo hype)

Per un’azienda che vende online o opera in più Paesi, il problema non è tanto accettare pagamenti: è gestire il post-pagamento. Tempi di accredito, conversioni valutarie, intermediari, chargeback, limiti e giorni non lavorativi. Le stablecoin, nel migliore dei casi, trasformano tutto questo in un flusso più continuo: regolamento più rapido, disponibilità quasi immediata e possibilità di spostare valore 24/7.

In pratica, per alcuni merchant le stablecoin diventano una specie di “ponte” tra mercati: incassi in una valuta digitale stabile, poi decidi tu se riconvertire in fiat, pagare fornitori, coprirti dal rischio cambio o mantenere liquidità pronta per campagne e stock.

Il punto chiave: non è solo USDC o USDT, è la logica multi-rail

La parte interessante di questo tipo di lancio non è solo “quale stablecoin” ma quale rete e quale percorso di regolamento. Il mercato sta andando verso un modello multi-rail: più blockchain, più opzioni, più compatibilità. È lo stesso concetto che nel mondo fintech ha vinto con i pagamenti alternativi: non esiste un binario unico, esiste una regia che sceglie il binario più efficiente.

Questa architettura, se fatta bene, riduce un timore storico dei merchant: la dipendenza da un solo canale. Se un rail è congestionato o costoso, si può instradare altrove. E il valore vero, per un’azienda, non è “essere crypto”, ma ottenere prevedibilità e controllo.

Cosa cambia per il mercato crypto

Quando un operatore dei pagamenti integra settlement in stablecoin, succedono tre cose:

  1. Aumenta l’utilità reale: la stablecoin non vive solo nei wallet degli investitori, ma entra in processi aziendali quotidiani.
  2. Cresce la domanda “non speculativa”: più utilizzo significa più necessità di liquidità stabile per operare.
  3. Sale l’asticella su compliance e trasparenza: se i merchant mainstream entrano, entrano anche controlli, standard, audit e procedure.

È qui che la narrativa crypto diventa interessante: non perché “tutto va on-chain”, ma perché una parte del sistema finanziario scopre che la moneta programmabile può ridurre costi e tempi in modo misurabile.

I rischi da tenere d’occhio

Ovviamente non è una bacchetta magica. Ci sono tre aree critiche:

  • Regolamentazione e requisiti locali: stablecoin e servizi di pagamento devono convivere con regole diverse Paese per Paese.
  • Rischio operativo: custodia, gestione chiavi, procedure di sicurezza, continuità di servizio.
  • Rischio emittente: la fiducia nella stablecoin dipende da riserve, governance e capacità di reggere stress di mercato.

Il fatto che attori strutturati si muovano su questo fronte indica però una direzione: il mercato sta selezionando soluzioni dove l’innovazione non è solo “più veloce”, ma anche più gestibile.

La lettura di PepsCrypto

La notizia di oggi non è “le stablecoin esistono”, ma che stanno diventando una scelta di tesoreria per chi deve far girare un business. È un segnale di maturazione: meno narrativa da bull run e più infrastruttura. E quando l’infrastruttura prende piede, gli effetti si vedono a catena: più integrazioni, più concorrenza tra rail, più spinta verso standard e licenze.

Se il 2024 è stato l’anno dell’attenzione, il 2025 sta diventando l’anno dell’adozione pratica. E i pagamenti sono uno dei pochi ambiti dove, davvero, l’utilità batte il rumore.

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